
Qualcuno forse ha notato quel disco con la copertina tipo "Coro delle mondine" che occhieggia nella finestrella "A tempi di musica" e magari gia' sa (per conto suo) chi e' Emiliana Torrini: figlia di un napoletano e di una islandese ha sempre vissuto nell'isola del ghiaccio bollente. Cresciuta tra pizze napoletane (il papa' e' titolare di un ottimo ristorante italiano nella capitale) ed elfi (che ha musicato, Le due Torri per la precisione) non parla una parola di italiano ed e' tanto bella.
Scoperta musicalmente quasi per caso dopo aver inciso un divertissement per il padre fatto di cover jazz e blues ha inciso un primo disco molto trip-hop che la consacra erede (se mai morira') di Bjork: lei pare che odi il paragone, ma tant'e' ascoltando il disco, Love in the time of science.
Il secondo uscito da poco e' un cavolo di capolavoro che non riesco a smettere di ascoltare: Fisherman's woman fa pensare ad un sacco di grossi nomi ed a un'enorme talento. Fa pensare anche a Cristina Dona' e Elisa, dotate di un talento paragonabile (anche nel genere) e condannate dal loro essere/restare italiane a non diventare mai la next big thing del rock mondiale, a lavorare con Sting, Roland Orzabal e Thievery Corp.
Qui' vi chiedo: cosa comporta nella musica mondiale essere italiani?
PS ieri era pure il suo compleanno.
PPS FORZA CLEMENTINA!
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