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conti non sospetti dal 10 ottobre 2004

martedì, 18 settembre 2007

Un paio di giorni fa il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio e' stato intervistato da alcuni telegiornali in merito alla Conferenza sul Clima tenutasi a Roma dal 12 settembre scorso. Ai giornalisti che gli contestavano la supposta infondatezza delle conclusioni della stessa (tra cui l'eccezionale - anche per erraticita' - incremento termico italiano) egli non ha trovato di meglio che dire che anche Romano Prodi sosteneva queste tesi.

Ora Romano Prodi e' tutto (ed e' stato tutto) tranne che un climatologo, quindi forse il distratto Ministro si riferiva al fratello del Premier, Franco Prodi, climatologo di fama internazionale che vedete nella foto (non e' Badget Bozzo, anche se pare il fratello di questi piu' che di R.P.).

Peccato pero' che il buon Professor Prodi (quello che e' professore davvero) sostenga in un'intervista che la Conferenza e' stata condotta ed organizzata male, portando conclusioni sbagliate. In sostanza dice F.P. che il meeting non ha visto la presenza di scienziati, che tutti gli intervenuti erano c.d. "serristi" e che quindi hanno attribuito a cause antropiche tutto il riscaldamento globale (cosa ancora tutta da verificare) e che non e' vero che l'Italia soffre piu' delle altre terre emerse.

Tutto questo getta una pesante ombra su una conferenza che avrebbe potuto essere un momento importante di svolta nelle politiche energetiche ed ambientali di questo paese, ed invece si e' trasformata in un enorme spot per Pecoraro. Un pessimo ministro dell'Ambiente, incapace di contrastare le lobbies del petrolio italiane (leggasi ENI), di prendere forti iniziative a favore dell'eolico, del solare e delle altre rinnovabili e di ammettere coraggiosamente che nel breve il nucleare e' forse l'unica possibile alternativa pulita a carbone ed idrocarburi.

postato da: tempinonsospetti alle ore settembre 18, 2007 18:48 | Link | commenti (2)
categoria:politica, ambiente
lunedì, 29 gennaio 2007

Trovo sempre più spesso articoli che trattano delle scie chimiche, altrimenti dette chemtrails, in questi giorni di (relativo) freddo.

Il 22 gennaio o giù di lì il cielo di Roma ne era zeppo e mi sono venute in mente le lamentazioni di molti nevofili che accusano poteri occulti di irrorare i cieli delle città allo scopo di prevenire la neve. Sembrerebbe una leggenda metropolitana, ma cercando bene in rete si trovano articoli che fanno pensare: la tecnologia dello ioduro d'argento per far condensare nuvole (e conseguentemente piovere) credo sia nota a tutti come uno strumento contro la siccità, mentre le proprietà dell'ossido di bario per avere l'effetto opposto sono meno note. il problema è che il bario (come molti altri agenti chimici che vengono curiosamente ritrovati a terra dove questi aerei incrociano) fa parecchio male.

A questo proposito esistono interpellanze parlamentari dei Verdi e relazioni dell'EPA americano: a fianco a questi interlocutori seri ci sono però nugoli di teorie strampalate che vanno appunto dal controllo del clima allo sterminio consapevole di milioni di individui.

Cosa ci sia di vero non so, però da un pò mi sorprendo a scrutare il cielo e a pensare...

postato da: tempinonsospetti alle ore gennaio 29, 2007 23:04 | Link | commenti (6)
categoria:ambiente, strane cose
lunedì, 16 ottobre 2006

Per tutti coloro che credono che la Notte Bianca sia la conquista piu' bella per una notte cittadina invito a riflettere su una recente iniziativa islandese: in occasione del Reykjavik Film Festival del 28 settembre scorso alle 22 sono state spente tutte le luci della citta' per mezzora. Durante il volontario black-out un astronomo ha descritto alla radio le costellazioni finalmente visibili nel cielo nordico e spiegato fenmomeni come il Pearl Cloud e l'Aurora Boreale che proprio quella sera era ben visibile nel cielo della capitale.

Le stelle del cinema e le stelle del firmamento finalmente insieme: una proposta per Roma 2007?

postato da: tempinonsospetti alle ore ottobre 16, 2006 23:53 | Link | commenti (3)
categoria:ambiente
giovedì, 14 settembre 2006

Quand'ero piccolo e già mi appassionavo alla geografia mi affascinavano molto i laghi del mondo: in particolare mi colpivano quelli dell'allora URSS perché caspita di così grandi non ce n'era da nessun'altra parte. Il Caspio, il Bajkal e l'Aral specchi d'acqua di cui capivi la grandezza anche in un contesto come quello asiatico che riduce l'enorme ad infinitamente piccolo...

Motivi sentimentali e motivi legati al mio ecologismo mi portano a denunciare lo scandaloso silenzio che ha celato per vent'anni la più grossa catastrofe ecologica del pianeta, ossia la scomparsa del lago (mare) d'Aral.

70.000 Kmq di superficie (1/4 d'Italia per capirsi), il 4° specchio d'acqua dolce della Terra, inesauribile fonte di cibo e ricchezza per un'intera regione, dissoltosi in 45 anni. C'è quasi da restare ammirati nel contemplare la velocità e la portata di questo scempio voluto da un'amministrazione sovietica bisognosa di cotone e quindi di campi da irrigare. Acqua ottenuta deviando due fiumi, il Sir-Dar’ja e l’Amu-Dar’ja e facendoli passare per le immense steppe centrasiatiche dove disperdono il loro fluido prima nell'arida terra kazako/uzbeka e poi danno qualcosa alle piante di cotone. Il risultato è che ora arrivano con un flusso misero al bacino e con acque contaminate di ogni genre di pesticidi drenati dai campi che irrigano.

Così l'Aral anche in virtù della sua scarsa profondità si è ridotto ad una pozza venefica e salatissima, pressocché prima di pesci, ridotta del 70% rispetto al 1960 e spaccata in due bacini.

Vedere i pescherecci in secca nell'ormai deserto e porti che ora distano 80/100 km da ciò che resta del lago è un'immagine tragica ed esemplificatoria del potere distruttivo dell'uomo.

Sull'Aral: http://www.globalgeografia.com/asia/lago_aral.htm, http://erewhon.ticonuno.it/riv/scienza/aral/lago.htm, http://www.siamoiblei.com/aral/

postato da: tempinonsospetti alle ore settembre 14, 2006 22:10 | Link | commenti (2)
categoria:ambiente
venerdì, 10 febbraio 2006

Eyjabakkar

...che ovviamente non e' quella della foto, che invece rappresenta la splendida zona del Karahnjukar in Islanda.

Me ne sono gia' occupato e continuo volentieri a farlo: uno dei luoghi piu' belli d'Europa sta per essere sventrato e mandato sott'acqua da un'impresa italiana, l'Impregilo (quella del Ponte sullo Stretto e altri orrori vari): in un recente cartone fatto a plastilina, pubblicato su Saving Iceland, compare la scritta "Impregilo is killing Iceland".

Io non voglio che l'Italia si renda complice di questa tragedia: mi occupo poco di questioni simili italiane, perche' sono conscio del fatto di non riuscire ad essere obiettivo per legami politici ed economici. Credo di riuscirci invece quando questi scandali riguardano altri paesi, che conosco un poco e che amo molto, come l'Islanda.

Quest'estate si sta organizzando un campo di protesta in loco: io credo sarebbe un bel modo per fare una vacanza che risulti anche utile. Non so se andro', ma vi segnalo volentieri il sito della protesta (che coordina il campo) e resto disponibile privatamente a dare ogni info su come organizzare il soggiorno in Islanda, grazie alla mia piccola esperienza della scorsa estate.

Il cartone: http://this.is/peace/actions/killingiceland.mov

Saving Iceland (anche in Italiano): http://www.savingiceland.org

postato da: tempinonsospetti alle ore febbraio 10, 2006 10:28 | Link | commenti (8)
categoria:ambiente, geopolitica
martedì, 17 gennaio 2006

Una bella idea per un possibile weekend nel milanese sarebbe la visita di Villa San Martino, che vedete nella foto. Residenza padronale dei marchesi Giulini, sorse su di un precedente monastero benedettino, poi riadattato in forme neoclassiche durante il Settecento. Essa e' il gioiello delle Ville di delizia sorte lungo il Lambro, nel tratto che attraversa Arcore, assieme alla sede comunale di Villa Borromeo D'Adda.

Nel proporla come meta turistica ho usato il condizionale data l'effettiva selezione nell'accesso al sito: a meno di essere un gerente della Casa delle Liberta', un quadro di Fininvest o uno stalliere siciliano avrete dei grossi problemi a visitare l'attuale residenza Berlusconi... Ma nel caso ci riusciate credo vi fara' piacere sapere che essa era proprieta' della nobile famiglia dei Casati-Stampa, che vi ebbero l'onore di ospitare tra gli altri Benedetto Coroce e che venne acquistata da Belusconi nel '74 su consiglio dell'amico Cesare Previti.

L'avvocato Previti si trovo' infatti in quegli anni ad essere pro-tutore della minorenne Annamaria Casati Stampa, rimasta sola al mondo per una brutta storia di violenza: su consiglio dell'ex ministro della difesa vendette la Villa con annessi Tintoretto al rampante costruttore per 500 milioni in titoli dilazionati, a fronte di una stima di 1 miliardo e 700 milioni.

Che poi questi titoli fossero difficilmente esigibili e che la Casati fu costretta a rivenderli a Berlusconi e Previti per la meta' del valore e' cosa di cui sarebbe meglio tacere in un brunch ad Arcore.

Ma il mio e' solo un consiglio...

Su Villa San Martino: http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_San_Martino, http://www.pmli.it/schedapreviti.htm

postato da: tempinonsospetti alle ore gennaio 17, 2006 19:19 | Link | commenti (2)
categoria:politica, ambiente, persone
lunedì, 09 gennaio 2006

Quando compio escursioni in montagna mi capita spesso di avere pensieri romantici, romantici nel senso Sturm und drang, ossia ragiono di quanto la natura possa influenzare l'umore dell'uomo che dinanzi ad essa si pone in scenari suggestivi. In montagna tra esseri umani si condivide tutto, dalla cioccolata agli zaini e quando si incontrano altri gitanti ci si saluta sempre, un po' per sicurezza e molto per affabilita'.

Certe volte si ha l'impressione che il mondo superati i 1000 metri cambi e diventi migliore: che la razza umana sia piacevolmente diversa.

E proprio per questi miei pensieri montani che credo siano condivisi, mi stupisce il fatto che gli aplinisti, massima espressione dell'homo d'alta quota cui attribuisco tante virtu', non appena ridiscendano alla base si accapiglino per decidere chi ha scalato per primo cosa e quando; se non peggio, ossia quando si deve chiarire il perche' di una tragedia. In Italia sono tristemente note le vicende di Lacedelli e Compagnoni e quelle di Messner: un po' meno la storia della prima del Cerro Torre.

La montagna (che vedete all'alba nella foto) considerata piu' difficile del mondo da scalare per via delle furibonde bufere di neve che la sferzano da tutte le parti, le pareti quasi verticali, le slavine potenti e imprevedibili e la neve insidiosa (follemente filmata da Werner Herzog in Grido di pietra), venne salita per la prima volta dal nostro Cesare Maestri e dall'austriaco Toni Egger nel 1959. Egger ci rimise la vita ed oggi Maestri rischia di rimetterci per la fama per l'ennesima contestazione di una prima. Al di la' dei fondati motivi per contestare la scalata del 59 c'e' che alcune volta la gente di montagna non e' buona come sembra.

Da Repubblica.it http://www.repubblica.it/2005/b/rubriche/nonsoloalpi/cerrotorre/cerrotorre.html

postato da: tempinonsospetti alle ore gennaio 09, 2006 19:14 | Link | commenti (9)
categoria:ambiente, sport
martedì, 29 novembre 2005

C'e' una citta' nel Lazio di antichissime e nobili origini, Tarquinia: imprescindibile e stupendo limes etrusco, essa comprende nel suo territorio anche una parte costiera.

Sfruttando la saturazione del litorale romano da un punto di vista abitativo, gli amministratori della citta' hanno pensato bene di ottenere l'edificabilita' della zona costiera. Come hanno fatto? Semplice: chiedendo e ottenendo la possibilita' di costruire un porto turistico, cosa che comporta la quasi automatica lottizzazione dell'area circostante. Oltra all'assurdita' di costruire un porto a soli 10 km da quello omologo di Montalto di Castro (unicum in Italia, manco in Costa Smeralda) le nuove aree sorte e chiamate Case Bianche e Marina Velca sono poste sulla piana alluvionale del fiume Marta.

Fiume che nasce dalle aspre gole della Tuscia profonda, il Marta e' da sempre noto per la spiccata capacita' di ingrossarsi a ritmi record quando le colline da cui nasce ricevono apporti pluviometrici significativi, cosa che in Tuscia e Maremma e' frequente. Orbene l'amministrazione di Tarquinia non preoccupandosi per nulla del problema e non curando la messa in sicurezza del Marta ha fatto sorgere una citta' turistica nella piana alluvionale blandendo per anni i romani a comprarsi casa al mare li'. Non solo seconde case, ma anche gente che li' si e' trasferita per viverci tutto l'anno, rischia i sacrifici di una vita passate e futura (e la vita stessa) per le continue alluvioni che funestano la zona. Quest'anno ben tre.

I residenti costituitisi in comitato e stufi di passare le notti in albergo e i giorni in comune hanno finalmente ottenuto la promessa che inizieranno i lavori di messa in sicurezza del fiume: 13 MILIONI DI EURO DI SOLDI PUBBLICI.

Ora io vi chiedo: che cacchio di senso ha costruire in una piana alluvionale facendo rischiare soldi e pelle a migliaia di persone, devastando una zona bellissima e facendo spendere al contribuente soldi inutili? Da Maremmaoggi.it http://www.maremmaoggi.it/

postato da: tempinonsospetti alle ore novembre 29, 2005 18:38 | Link | commenti (3)
categoria:ambiente
venerdì, 14 ottobre 2005

Ho deciso che ce l'ho con Impregilo, la fresca aggidicataria della costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. In molti non credono che sia una buona cosa realizzarlo, nemmeno la Borsa che non ha certo premiato la societa' per questo appalto (e la cosa e' molto significativa).

Mario Tozzi non ne pensa bene ed io (cosi' come si configura) con lui in un articolo che lessi su Panda, rivista del WWF http://www.geologia.com/articoli/geol/stretto.html

postato da: tempinonsospetti alle ore ottobre 14, 2005 11:17 | Link | commenti (22)
categoria:ambiente, economia
martedì, 04 ottobre 2005

Non è che tutte le aziende italiane siano in crisi: ce ne sono alcune che riescono abitualmente a vincere importanti commesse all'estero. Penso in particolare alle petrolifere e alle edili: tra queste ultime una delle più performanti, anche come titolo in borsa, è l'Impregilo.

La controllata di Gemina (cioè Cesare Romiti), un paio d'anni fa si è aggiudicata la commessa della realizzazione delle dighe del Progetto Karahnjukar. Di che si tratta? In pratica Impregilo sta costruendo tunnel e dighe funzionali ad una nuova centrale idroelettrica negli altopiani orientali islandesi: essa andrà ad alimentare la fabbrica di alluminio dell'Alcoa in realizzazione in uno dei fiordi più belli dell'isola.

Fin qui niente da obiettare se non fosse che:

  • le dighe manderanno sott'acqua la seconda regione incontaminata più grande d'Europa, papabile fino a pochissimi anni fa di diventare parco nazionale (stiamo parlando di 3000 kmq);
  • verrà stravolto il canyon più profondo e forse più bello d'Europa (nella foto);
  • verranno deviati due fiumi glaciali che provengono dalla terza calotta glaciale del pianeta, ossia se le dighe non saranno spazzate via da probabili inondazioni vulcaniche saranno riempite nel giro di vent'anni dai detriti che questi fiumi trasportano;
  • l'energia servirà solo alla diga, perché gli islandesi hanno la pulitissima geotermica per i loro affari;
  • è già morto un operaio per le condizioni pessime di sicurezza in cui Impregilo fa lavorare i suoi addetti;
  • addetti sottopagati e provenienti da turchia, portogallo ecc costretti a vivere in container di umbro-marchigiana memoria;
  • l'energia elettrica verrà venduta all'Alcoa sottocosto, con probabile accollo sulle tasche degli islandesi;
  • la fabbrica dell'Alcoa inquinerà a proprio piacimento, in barba a Kyoto (da cui l'Islanda ha ottenuto deroghe), la nazione meno inquinata del mondo;
  • i 700 posti di lavoro previsti a regime nella fabbrica saranno probabilmente appannaggio di manovalanza straniera (a basso costo).

Non tutte queste nefandezze sono da imputare ad Impregilo, ma buona parte si. Per saperne di più:

http://www.90est.it/karahnjukar.html Un reportage

http://www.carta.org/rivista/settimanale/2003/39/39Fulignoli.htm L'Impregilo Connection

http://www.islanda.it/modules.php?name=News&file=article&sid=628 Se ne parla sul Manifesto

http://www.karahnjukar.is/EN/ Il sito del Progetto Karahnjukar

http://www.savingiceland.org Il sito dell'opposizione al Progetto Karahnjukar

postato da: tempinonsospetti alle ore ottobre 04, 2005 19:53 | Link | commenti (9)
categoria:ambiente, economia