
Il signore che vedete nella foto è Antonio Egas Moniz, premio Nobel per la medicina nel 1949. Portoghese, studiò medicina in patria e a Parigi, specializzandosi in neurologia, per poi passare alla politica ricoprendo alti incarichi come ambasciatore ed addirittura Ministro degli Esteri del suo paese. Insomma un uomo importante del suo tempo, che come neurologo condusse studi rivoluzionari sull'angiografia del cervello, inaugurando innovative tecniche con liquidi di contrasto atti a rivelare tumori e malformazioni. Ma non è per queste ricerche che venne insignito del Nobel.
Il premio gli fu infatti dato per la "scoperta del valore terapeutico della leucotomia frontale". Buona cosa, penserete voi... Manco per niente, visto che la leucotomia altro non è che la primordiale forma di lobotomia, che il buon Egas Moniz cominciò a praticare dopo aver assistito ad una conferenza di John Fulton, un medico americano che aveva asportato il lobo frontale di due scimpanzè. AEM pensò che la tecnica si sarebbe potuta applicare a persone affette da psicosi allora non trattabili. La tecnica, che sperimentò su molti pazienti, consisteva nel recidere i collegamenti tra la corteggia prefrontale ed il talamo, mediante perforazioni multiple del cranio in cui venivano inserite aste metalliche che oppurtamente mosse recidevano i tessuti, oppure sclerotizzando gli stessi con iniezioni di alcol. L'idea del portoghese venne perfezionata nel Regno Unito ed esportata negli USA, dove gli studi di Watts e Freeman portarono alla variante della lobotomia, eseguita cacciando a martellate un rompighiacco nel cervello attraverso i dotti lacrimali.
In tempi in cui causa la guerra gli ospedali erano pieni di gente con disturbi mentali, la lobotomia parve il metodo migliore per liberare posti letto e risparmiare sula sanità, quindi in tutto il mondo ne vennero eseguite decine di migliaia. Nel solo Regno Unito 10.000 tra il 1942 ed il 1954. L'Accademia di Stoccolma pensò bene di insignire l'antesignano medico del prestigioso Nobel nel 1949, in piena onda lobotomica.
I risultati di questa campagna furono degni di un genocidio: molti morirono sotto i ferri, moltissimi regredirono allo stato di vegetali o bambini. La lobotomia funzionava sì, nel senso di impedire che gli psicotici facessero danni, li annientava. Avete presente Jack Nicholson in Qualcuno volò sul nido del cuculo? La strage di cervelli andò avanti fino a quando non presero piede l'elettroshock (invezione italiana, siamone fieri...) e la torazina alla fine degli anni '50. Nel frattempo c'erano state anche le vittime illustri, come Rosemary Kennedy, sorella di JFK, ridotta ad un vegetale solo perché aveva sbalzi di umore... Perché è importante dire che la stragrande maggioranza dei pazienti curati con la lobotomia non aveva assolutamente nulla più di una depressione, ora curabile con psichiatria e farmaci. All'epoca tutto era affidato alle (in)capaci mani di macellai che eseguivano interventi non annullabili.
Nazioni come la Norvegia hanno varato programmi di indennizzo per i poveri cristi sottoposti alla lobotomia, ultimamente sono anche nati comitati di parenti delle vittime che reclamano l'annullamento del Nobel dato a Egas Moniz, il quale per scherzo del destino, venne reso paralitico da un colpo di pistola sparato proprio da uno dei suoi lobotomizzati.
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