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martedì, 09 maggio 2006

Giuro che quando l'ho saputo ho fatto un salto sulla sedia: l'Italia a breve inviera' cacciabombardieri AMX in Afghanistan!

Dai famosi Tornadoes di Bellini e Cocciolone della Guerra del Golfo del 91 velivoli italiani non venivano inviati in missioni permanenti all'estero: probabilmente per la ragione che ha un impatto mediatico completamente diverso sull'opinione pubblica parlare di autoblindo e elicotteri o caccia. Un missile cruise o un bombardamento navale per un italiano non hanno lo stesso significato di un bombardamento aereo in un paese che si ricorda di Cassino e di centinaia di altre tragedie piovute dal cielo.

Per questo (e per i suoi costi) l'appoggio aereo italiano e' sempre un tabu', anche quando (come in Iraq) esso sarebbe necessario nello svolgimento di azioni militari vere e proprie, come quelle che i nostri militari si trovano spesso a compiere. Cosi' quando alla fine diventa indispensabile (magari ci viene anche richiesto dai comandi NATO) lo si maschera dietro scuse quantomeno ridicole: e' il caso degli AMX che l'Areonatica inviera' in Asia Centrale con lo scopo dichiarato di fotografare i campi di papaveri.

D'accordo che l'AMX non e' l'ultimo ritrovato della tecnologia di combattimento, ma ci hanno presi per scemi? Un cacciabombardiere impiegato come una costosissima macchia  fotografica? Io sono allibito, ma non capendo nulla di logistica militare (sono pure obiettore) avrei lasciato comunque una piccola porta aperta alla tenue possibilita' che fosse vera sta storia dell'AMXCAM, ma se anche nei forum dedicati si ammette essere una bufala l'unica reazione possibile e' l'indignazione e la richiesta di un rapporto affidabile sulla situazione dell'Afghanistan fresca tomba di italiani.

postato da: tempinonsospetti alle ore maggio 09, 2006 22:29 | Link | commenti (9)
categoria:geopolitica
venerdì, 05 maggio 2006

Michele Serra su Repubblica di oggi riassume bene quella che e' anche la mia visione di tiepido calciofilo: lo scandalo Juve di questi giorni e' calligraficamente uguale al sospetto che avevamo tutti da anni. Corruzione, favori arbitrali, marchette varie sono di una squallida prevedibilita' che attribuisce a questi "furbetti del palloncino" poca fantasia e una sfacciataggine nelle loro cose in grado di vivere en plein air solo in un paese come l'Italia capace di eleggere la mafia a sistema paese. Non so se sia nato prima Moggi o Berlusconi, ma sono figli della stessa cultura.

Vorrei sperare che questa cultura (coltura) segni definitivamente il passo, nel pallone come nella politica, iniziando con Previti in galera e Moggi fuori dal calcio: se questo accadesse si potrebbe pensare poi di iniziare una vera Norimberga del calcio, luogo di giustizia di tanti torti di tanti anni. Non si pensi che stia esagerando: il calcio e' il terzo movimento economico del paese e una quantita' enorme di persone lo considerano il loro solo passatempo, nel nostro paese le sue ripercussioni sono enormi quindi un processo vero che riattribuisca coppe e scudetti, mandando in galera dirigenti e arbitri e in serie C2 Juve e Milan (Roma, Napoli, chi e' coinvolto paghi) lo considererei l'atto doveroso di un paese finalmente "normale".

postato da: tempinonsospetti alle ore maggio 05, 2006 10:18 | Link | commenti (3)
categoria:sport
martedì, 02 maggio 2006

Alla fine Evo Morales l'ha fatto davvero: seguendo l'esempio di Hugo Chavez ha nazionalizzato i giacimenti di idrocarburi della Bolivia, mandando l'esercito ad espropriare alle majors quel che ritiene sia del popolo. Certo l'esempio del vicino venezuelano dev'essergli stato di conforto e sprone: l'azione di Chavez, ben piu' importante come ricadute economiche per via della maggiore produzione, sembra esser passata liscia senza che nessun colpo si stato sia stato ancora organizzato ai suoi danni. D'accordo che gli USA e il loro braccio CIA hanno altri problemi da gestire, ma sembra davvero incredbile che non riescano piu' a decidere le sorti del "cortile di casa" che via via va riempiendosi di capipopolo socialisti o bolivaristi che si divertono come matti a dar fastidio alla superpotenza, togliendole influenza e soldi.

Morales ha dichiarato esser questo il primo passo per restituire al povero popolo boliviano quella ricchezza che il suolo latinoamericano custodisce e promette di realizzare la nazionalizzazione anche di miniere, foreste, ecc... Se tutto questo servira' a togliere la poverta' ce lo dira' il tempo: da quanto ho capito in Venezuela i risultati si debbono ancora vedere...

postato da: tempinonsospetti alle ore maggio 02, 2006 19:16 | Link | commenti (4)
categoria:geopolitica