
Mi vergogno, come romanista, romano, italiano ed ex-cristiano.
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conti un pò sospetti dal 10 settembre 2004 *loading*
conti non sospetti dal 10 ottobre 2004

Mi vergogno, come romanista, romano, italiano ed ex-cristiano.

Altro personaggio mirabilmente imitato da Max Giusti e onnipresente sulle tribune calcistiche e' Claudio Lotito. Il coreografico presidente della SS Lazio, spuntato un paio d'anni fa quasi dal nulla ed entrati nel gotha del calcio italiano in realta' era da tempo un'autorita' della finanza romana.
Lotito ha infatti costruito una fortuna (e' sbagliato ritenerlo un morto di fame, questo ha soldi veri) sulle ditte di pulizia, allargando poi il suo core business anche alla vigilanza e altri servizi. Di fatto da almeno 15 anni e' praticamente impossibile a Roma vincere una gara d'appalto in un'ospedale contro Lotito: le vince tutte grazie alle sue abilita' e alle sue entrature spaventose nella politica. Francesco Storace (romanista, sigh!) e Cesare Previsti in primis.
E quando Lotito non vince, c'e' chi sulla pelle dei cittadini lo fa vincere a costo di accollarsi due contratti per un unico servizio: e' il vergognoso caso del San Camillo ad esempio.
Che si sia romanisti o laziali credo che a Roma ci si dovrebbe preoccupare di questa persona, uno dei tanti cancri creati dal sistema appalti/politica.
Su Lotito vedi Repubblica: http://www.kataweb.it/articolo/648089

Una bella idea per un possibile weekend nel milanese sarebbe la visita di Villa San Martino, che vedete nella foto. Residenza padronale dei marchesi Giulini, sorse su di un precedente monastero benedettino, poi riadattato in forme neoclassiche durante il Settecento. Essa e' il gioiello delle Ville di delizia sorte lungo il Lambro, nel tratto che attraversa Arcore, assieme alla sede comunale di Villa Borromeo D'Adda.
Nel proporla come meta turistica ho usato il condizionale data l'effettiva selezione nell'accesso al sito: a meno di essere un gerente della Casa delle Liberta', un quadro di Fininvest o uno stalliere siciliano avrete dei grossi problemi a visitare l'attuale residenza Berlusconi... Ma nel caso ci riusciate credo vi fara' piacere sapere che essa era proprieta' della nobile famiglia dei Casati-Stampa, che vi ebbero l'onore di ospitare tra gli altri Benedetto Coroce e che venne acquistata da Belusconi nel '74 su consiglio dell'amico Cesare Previti.
L'avvocato Previti si trovo' infatti in quegli anni ad essere pro-tutore della minorenne Annamaria Casati Stampa, rimasta sola al mondo per una brutta storia di violenza: su consiglio dell'ex ministro della difesa vendette la Villa con annessi Tintoretto al rampante costruttore per 500 milioni in titoli dilazionati, a fronte di una stima di 1 miliardo e 700 milioni.
Che poi questi titoli fossero difficilmente esigibili e che la Casati fu costretta a rivenderli a Berlusconi e Previti per la meta' del valore e' cosa di cui sarebbe meglio tacere in un brunch ad Arcore.
Ma il mio e' solo un consiglio...
Su Villa San Martino: http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_San_Martino, http://www.pmli.it/schedapreviti.htm

Danilo Coppola, 38 anni, da Finocchio (Roma), e' uno dei tre cosidetti furbetti del quartierino (gli altri due sono Stefano Ricucci e Giuseppe Statuto): protagonisti di arricchimenti fulminei ed irruzioni brutali nei salotti buoni della finanza, sono sugli scudi in questi giorni per le indagini sulle opa BNL, Antonveneta, Telecom.
Dopo er sor Ricucci il prossimo a visitare le procure potrebbe essere proprio er cash da Casilina, chiamato a rispondere dei suoi grandi asset azionari impegnati nelle suddette operazioni: asset che fanno parte di un patrimonio di 3 miliardi e mezzo di euro costruiti partendo da una piccola agenzia immobiliare nella periferia romana. Bravura e talento per le compravendite certo, ma anche qualcosa in piu': gli amori visto il suo matrimonio con la figlia dell'ex presidente dell'ENI Lorenzo Necci; le amicizie cui Danilo tiene molto, tanto da aver intestato a molti suoi amici (baristi, impiegati, genitori) diverse sue societa' sparse tra Lussemburgo ed Isole Vergini.
Alcune pericolose come quella con Roberto Repaci, commercialista della piu' potente cosca della Ndrangheta di Gioia Tauro, quella dei Piromalli; o come quella con Giampaolo Lucarelli, prestanome del boss della Magliana Enrico Nicoletti (il secco di Romanzo Criminale). E naturalmente Giampiero Fiorani che gli fa comprare un 4% di Antonveneta.
Coppola non e' un fessacchiotto qualunque: da un punto di vista investigativo e' quello piu' sfizioso per le sue frequentazioni, da quello politico il piu' delicato per i rapporti che intrattiene, da quello economico e' quello che ha fatto piu' soldi ed in minor tempo.
Non credo vedro' mai imitazioni di Coppola a Quelli che il Calcio: Coppola non e' un pidocchio rifatto, ma un abile faina. Spero di sbagliarmi.
Articoli su DC:
http://www.repubblica.it/supplementi/af/2006/01/09/primopiano/008fiorito.html
http://www.unioneinquilini.it/cm/2005/cm_05_754.asp
http://www.panorama.it/economia/investire/articolo/ix1-A020001033384

Quando compio escursioni in montagna mi capita spesso di avere pensieri romantici, romantici nel senso Sturm und drang, ossia ragiono di quanto la natura possa influenzare l'umore dell'uomo che dinanzi ad essa si pone in scenari suggestivi. In montagna tra esseri umani si condivide tutto, dalla cioccolata agli zaini e quando si incontrano altri gitanti ci si saluta sempre, un po' per sicurezza e molto per affabilita'.
Certe volte si ha l'impressione che il mondo superati i 1000 metri cambi e diventi migliore: che la razza umana sia piacevolmente diversa.
E proprio per questi miei pensieri montani che credo siano condivisi, mi stupisce il fatto che gli aplinisti, massima espressione dell'homo d'alta quota cui attribuisco tante virtu', non appena ridiscendano alla base si accapiglino per decidere chi ha scalato per primo cosa e quando; se non peggio, ossia quando si deve chiarire il perche' di una tragedia. In Italia sono tristemente note le vicende di Lacedelli e Compagnoni e quelle di Messner: un po' meno la storia della prima del Cerro Torre.
La montagna (che vedete all'alba nella foto) considerata piu' difficile del mondo da scalare per via delle furibonde bufere di neve che la sferzano da tutte le parti, le pareti quasi verticali, le slavine potenti e imprevedibili e la neve insidiosa (follemente filmata da Werner Herzog in Grido di pietra), venne salita per la prima volta dal nostro Cesare Maestri e dall'austriaco Toni Egger nel 1959. Egger ci rimise la vita ed oggi Maestri rischia di rimetterci per la fama per l'ennesima contestazione di una prima. Al di la' dei fondati motivi per contestare la scalata del 59 c'e' che alcune volta la gente di montagna non e' buona come sembra.
Da Repubblica.it http://www.repubblica.it/2005/b/rubriche/nonsoloalpi/cerrotorre/cerrotorre.html