
In Australia lo è di già 2006 ed io sono un pò in ritardo, come spesso ormai mi capita sul mio blog. Spero che l'anno venturo mi porti maggiore costanza...
Auguri a tutti.
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conti un pò sospetti dal 10 settembre 2004 *loading*
conti non sospetti dal 10 ottobre 2004

In Australia lo è di già 2006 ed io sono un pò in ritardo, come spesso ormai mi capita sul mio blog. Spero che l'anno venturo mi porti maggiore costanza...
Auguri a tutti.
Dovunque andiamo riceviamo la gratitudine della gente per aver restituito credibilità al servizio pubblico, abbiamo restituito la speranza di essere informati, di conoscere la verità.
E’ stata un’esperienza bellissima, di quelle che riempiono una vita professionale e restano nella nostra vita e nei nostri cuori, probabilmente irripetibile per argomento e congiunture “astrali” che hanno coinvolto pubblico, politici e quelle che amo definire le “anomale tribù giornalistiche”. E’ stata un’esperienza irripetibile anche perché ci siamo trovati prima contro poi a fianco colossi dell’informazione come il New York Times, la Bbc, il Corriere della Sera, L’Espresso, Panorama, movendoci all’interno del tangibile imbarazzo dell’azienda che ha preferito non trasmettere in prima serata l'inchiesta. Combattendo contro tutti i mal dell'informazione italiana e non solo : quello dell’informazione embedded, autoreferenziale, narcisista, quella semplicemente piegata al potere.
Sono intervenuti strateghi militari di fama mondiale, mezzi maghetti e altro ( gli stessi apparati e giornalisti che vedevano all'inizio della guerra armi di distruzione di massa e pistole fumanti ovunque) che hanno tentato di attaccare e delegittimare l'inchiesta dicendo che i morti mostrati erano stati troppo al sole ( come se fossero morti per un'insolazione) o dicendo che il fosforo non uccide, tentativi maldestri che sono stati rispediti al mittente con le ammissioni dello stesso pentagono, e con la richiesta di una commissione internazionale da parte della Commissione europea. Lo stesso N.y. Times ha chiesto al governo Usa la moratoria delle armi al fosforo. Avevamo anche raccolto testimonianze sull'utilizzo di altre armi non convenzionali da parte degli Usa ma a riprova della nostra serietà non avendo la prova filmata, non abbiamo ritenuto di farne denuncia.
Eppure l'inchiesta denunciava 1) dei corpi che presentavano anomalie, 2) un bombardamento al fosforo sui quartieri di fallujah; ma anche violazioni di diritti umani, torture, ragazzi uccisi con un drappo bianco in mano, la croce usata come sfregio nelle moschee. Di tutto questo non si e' potuto parlare, si e' discusso solo se il fosforo era o meno un'arma chimica e se quei morti erano o meno compatibili con quel tipo di agente chimico. Anche a questo abbiamo risposto, abbiamo pubblicato documenti della Cia che nel 1995 riferendosi a un bombardamento con ordigni al fosforo effettuato da Saddam Hussein nel 1988 sui Curdi, lo definiva chiaramente e inequivocabilmente un bombardamento con armi chimiche.
A chi vuole prendervi per il naso raccontandovi che e' un'arma incendiaria, va ricordato che e' da considerasi tale solo se usata nei modi consentiti, cioè come tracciante ( guarda caso la prima versione del pentagono sull'uso del fosforo) o come schermo per i movimenti delle truppe. Ma se usata contro le persone, come dice chiaramente Peter Kaiser, portavoce dell'OPCW, l'ufficio Onu per il divieto dell'uso di armi chimiche, in un'intervista che e' sul nostro sito, "e' da considerarsi arma chimica" !
A testimonianza che la nostra denuncia e' fondata, qualificati organismi internazionali hanno presentato la richiesta per l'istituzione di una commissioni d'inchiesta.
Mi scuso con voi per il ritardo con cui vi ho risposto ma la mia casella postale e' ancora fuori uso per le oltre 1000 mail che ci sono arrivate. Sono a vostra disposizione per qualsiasi delucidazione , potete contattarmi all' indirizzo *****@****.it, dal 1 gennaio sarà nuovamente funzionante. Con l'occasione vi porgo i miei più sinceri auguri di buon 2006.
Grazie anche a nome dell’informazione
Sigfrido Ranucci

George Weah un po' a sorpresa ha perso le recenti elezioni liberiane dell'11 ottobre scorso: dato come favorito in virtu' del suo incarnare il Liberian Dream, simbolo del paese e dell'Africa, come primo giocatore del continente nero a vincere il Pallone d'Oro e cogliere successi con Milan e Chelsea, e' stato battuto dall'economista Ellen Johnson Sirleaf. A sua volta diventata un simbolo democratico (permettetemi: questo si' di valore) quando dopo la vittoria e' stata proclamata la prima donna presidente della storia africana, per la sua gente lo era gia' perche' mentre Weah pigliava a calci i palloni a San Siro (non lo sto condannando, attenzione) lei scontava carcere ed esilio per aver combattuto le dittature di Doe e Taylor.
La Liberia devastata dalla guerra civile le ha dato fiducia, sotto il vigile occhio di osservatori internazionali, ma George non ci sta: i suoi sostenitori agitano le martoriate strade di Monrovia fomentando gli scontri, rischiando di far di nuovo divampare la guerra.
Con una facile battuta mi verrebbe da dire che Weah a Milanello non ha avuto di sicuro dei maestri di democrazia... ma la situazione comincia a farsi troppo seria per riderci su.
