
Sulle pagine economiche di tutti i giornali da qualche settimana tiene banco l'ennesima impresa di Stefano Ricucci: l'immobiliarista romano (ma de che, è burino come il sottoscritto) ha racimolato in poco tempo il 20% delle azioni di RCS Mediagroup, la spa che controlla il Corriere della Sera. Finquì sembrerebbe una comune scalata culminante con opa obbligatoria ma ci sono diverse cose strane nella faccenda: RCS non brilla per risultati ed anzi le sue azioni sono superquotate, dunque non possono che scendere ed il loro valore in definitiva è alto perché altissimo è il valore aggiunto del primo quotidiano d'Italia. Secondo aspetto: Ricucci non possiederebbe affatto i 2 miliardi di euro di patrimonio che millanta nè tantomeno le risorse per lanciare un'opa su RCS. Terzo: tutto questo si inserisce in un corso borsisitico che ha visto Berlusconi far cassa vendendo un mucchio di azioni Mediaset e l'occulta scalata a Mediobanca.
Di ipotesi se ne possono far tante: da una scalata a RCS diretta da Berlusconi all'ennesimo bluff di Ricucci che potrebbe rivendere le sue azioni a caro prezzo al patto che controlla la società. Di sicuro c'è uno squalo che si è arricchito in modi ai margini della legalità, invischiato in un'operazione poco chiara su cui né Consob né Bankitalia sono ancora intervenute. E poi ci si lamenta della lontananza dei piccoli risparmiatori dalla Borsa...
Per capire chi è l'ex odontotecnico di San Cesareo, promesso sposo della jettatrice Anna Falchi: http://www.indicius.it/torpore/ricucci_er_sola.htm