
In molti si saranno meravigliati del fatto che l'UDC in questi giorni si sia ricordato di essere un partito e non un circolo di berluscones. Dopo 4 anni di totale servilismo giustificato da spirito di coazlizione e stemperato da parziali distanze nel merito ma non nei fatti, Follini alza la voce e va contro il capo della coalizione.
Giustificare questa presa di posizione con vecchi riti della politica o rispetto istituzionale e' solo fumo negli occhi gettato in faccia a chi vuol crederci: troppe porcate sono passate dagli scranni dei post-democristiani, troppi loschi figuri militano tra le loro file. La verita' e' che Follini e Casini si stanno giocando il futuro del loro partito e lo fanno costretti da una parte dall'emorragia di affiliati verso la Margherita e spinti dall'altra da un sondaggio che in questi giorni li vedrebbe in crescita esponenziale complici la ribalta mediatica ed la migrazione di elettori forzisti.
Il sondaggio che posto profila l'UDC all'8 per cento se solidale alla CDL, l'11 se corresse da sola. L'ex partitino tanto bistrattato da Berlusconi mette paura allo stesso che se uscisse anche AN dalla coalizione si ritroverebbe con un bacino elettorale ridotto della meta' se non peggio.
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