
La cosidetta "rivoluzione arancione" si e' da poco conclusa vittoriosamente con la nomina a presidente del filo-occidentale Yushchenko ai danni del filo-russo Yanukovich. Sembra che tutto sia andato per il meglio: ha vinto il candidato a noi piu' idoneo, quello che aveva perso un'elezione per i brogli, quello probabilmente avvelenato e tutto questo grazie ad una rivoluzione non-violenta di quelle che a noi occidentali (abituati a versare fiumi di sangue per beghe politiche) piacciono tanto. Tutto e' bene quel che finisce bene dunque.
Forse e' cosi' ma forse non lo e': quanto puo' permettersi un'Ucraina completamente dipendente da Mosca, economicamente ed energicamente, delle politiche filo-UE e filo-NATO? Poco e lo dimostra il primo viaggio del neo-presidente, corso alla corte di zar Vladimir. Quanto e' legittimato un presidente che ha larghe aree del suo paese contro e che e' dovuto ricorrere a specialisti delle "rivoluzioni non-violente" per ottenere una nuova votazione? Perche' di questo si e' trattato: i moti di piazza sono stati organizzati tra gli altri dalla Otpor serba, nata come organizzazione studentesca anti-Milosevic e diventata ora un contractor della CIA da usare in tutti quei paesi dove tornano utili dimostrazioni di piazza.
Remondino su politicaestera.info: http://www.palatino.it/~polit/html/modules.php?name=News&file=article&sid=167
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